Volontariato: se aiutiamo gli altri, aumenta il nostro benessere - Centro LOGOS
+39 06 8901 9109

Volontariato: se aiutiamo gli altri, aumenta il nostro benessere

Volontariato: se aiutiamo gli altri, aumenta il nostro benessere

Volontariato: se aiutiamo gli altri, aumenta il nostro benessere

Volontariato: se lo fai, fai bene prima di tutto a te stesso!

Fare volontariato significa donare parte del proprio tempo libero agli altri in modo del tutto disinteressato.

L’attività di volontariato è in grado di donare molti effetti benefici alle persone che la svolgono. In particolare, secondo alcune ricerche, sembra avere particolari effetti benefici a partire dai 40 anni e sugli anziani.

Aiutare gli altri migliora l’autostima, l’umore, l’empatia, la socializzazione, ma anche la salute fisica.

LA SCELTA DEL VOLONTARIATO

I motivi della scelta di questa esperienza possono essere molti.

Possiamo dire che si fa attività di volontariato per riconoscenza, per il semplice piacere di dare o offrire qualcosa, per amore nei confronti del prossimo. Si può scegliere di essere volontari per capire meglio se stessi e i propri limiti nella gestione delle relazioni con gli altri o con chi ha bisogno.

In alcuni casi  si inizia così per caso, perché capita, perché lo fa un proprio amico o per sentito dire.

Quello che è certo è che chi lo fa ritrova una spiegazione piena del proprio agire come volontario solo dopo aver vissuto pienamente questa esperienza. Molti si accorgono, strada facendo, dei benefici che l’esperienza del volontariato regala.

Una cosa chiara da subito è che chi dedica parte del suo tempo libero agli altri come volontario non riceve nulla di materiale e tangibile in cambio.

Questo è il presupposto essenziale per poter ricevere da questa attività emozioni, sensazioni, divertimento, amicizia che toccano direttamente e profondamente la nostra persona e la nostra vita. Non aspettarsi niente è il presupposto per dare qualcosa, offrire relazione e socialità. Per poter costruire la propria identità come volontario.

Volontariato aumentare il nostro benessere aiutando gli altri

EFFETTI BENEFICI DEL VOLONTARIATO

Il volontario di solito non si attende benefici materiali tangibili come risposta alla sua azione. Ma riceve benefici molto importanti per il suo benessere e la sua salute. Benefici che incominciano ad essere riconosciuti e comprovati dalla scienza.

Si parla di un effetto sul benessere complessivo della persona, di un aumento complessivo della salute e di un ridotto rischio di mortalità precoce.

BENEFICI SUL CUORE

Stiamo parlando dei benefici che l’attività di volontariato esercita sull’apparato cardiocircolatorio e sui sui fattori di rischio.

Prima di tutto fare il volontario spesso è sinonimo di movimento. Un metodo per allontanare la sedentarietà. Muoversi magari all’aria aperta.

L’attività di volontariato previene e contribuisce a migliorare l’ipertensione arteriosa.

Questo effetto si ha anche negli anziani, che sono sempre di più una risorsa in questo ambito.

Nei giovani che fanno volontariato sono stati riscontrati miglioramenti dei parametri dell’infiammazione, (PCR, interleukina 6, dei livelli di colesterolo e dell’indice di massa corporea.

Tutti effetti che contribuiscono a ridurre il rischio di aterosclerosi e di conseguenti problemi vascolari nel corso del tempo. Quindi a prevenire infarti e ictus cerebrali.

Questi risultati sono rafforzati anche dagli effetti positivi del volontariato su autostima, umore, empatia e salute mentale.

EFFETTI SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

L’ultimo studio sull’argomento, pubblicato sul British Medical Journal nell’agosto 2016, ha evidenziato come praticare volontariato migliora molto il benessere emotivo e la salute mentale soprattutto dopo i 40 anni.

Lo studio indica benefici evidenti anche e soprattutto negli anziani, perfino negli ultraottantenni. Sentirsi utili, per queste persone che non lavorano più e tendono spesso a isolarsi dal mondo, è una vera ancora di salvezza. Li aiuta a mantenere reti sociali ampie, li spinge a uscire di casa, ne migliora l’umore. Tutti elementi che si traducono in un miglior stato di salute generale.

Per un anziano appartenere ad un’associazione di volontariato significa spesso recuperare un ruolo sociale e quindi recuperare autostima e sicurezza.

Impegnarsi per aiutare gli altri porta ad aumentare e mantenere la propria rete di conoscenze, a sviluppare amicizie, dimenticando la solitudine tipica dell’anziano.

Donare il proprio tempo libero agli altri permette di migliorare la propria considerazione di sé e l’umore, accrescendo la rete di amicizie e i contatti e mantenendosi attivi e in movimento.

Per gli molte persone è occasione di avere o recuperare un ruolo in cui agire sulla scena della società, di avere delle soddisfazioni e farsi qualche bella risata, di migliorare tutte le caratteristiche della propria intelligenza emotiva, soprattutto l’empatia.

Questi sono tutti effetti del volontariato che portano con sé un’azione antistress molto marcata. Si dimentica l’ansia e la rabbia di vivere isolati, senza un ruolo. E’ possibile recuperare spesso gioia e felicità. Vengono attivati meccanismi fisiologici che portano all’aumento di dopamina, serotonina, ossitocina ed endorfine: tutti ormoni importanti per il benessere. Essi contrastano l’azione delle catecolamine, del cortisolo e del sistema nervoso ortosimpatico e influenzano positivamente anche il sistema immunitario.

AZIONE ANTIDEPRESSIVA

E’ molto intuitivo ed evidente l’azione del volontariato come prevenzione e cura della depressione. Questa azione è stata accertata nella letteratura scientifica in tutte le fasce di età.

AZIONE DI PREVENZIONE SOCIALE

Uno studio molto interessante del dicembre 2016 ha evidenziato come l’attività di volontariato può essere un fattore di prevenzione sociale.

Esso sottolinea come gli adolescenti borderline che svolgono volontariato incorrono meno facilmente in comportamenti illegali e arresti da adulti.

Il volontariato può essere uno strumento utile alla società anche perché previene atteggiamenti delinquenziali di chi lo svolge.

IL VOLONTARIATO IN ITALIA

L’Italia è sicuramente all’avanguardia nel settore del volontariato. Nel nostro paese donare tempo libero alle persone bisognose ha una lunghissima e nobile tradizione.

Il primo rapporto nazionale del Csvnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) ci dice che le associazioni di volontariato in Italia sono 44.182.

La maggior parte opera nel campo dell’assistenza sociale (11.812) e della sanità (9.098). Da sole queste due classi racchiudono il 55 per cento del totale delle associazioni. Seguono quelle che si occupano di cultura, sport e ricreazione.

Anziani e minori sono le categorie primarie di utenti con il 25,4 per cento, mentre si dedicano a malati e disabili il 18 per cento delle organizzazioni. Si occupano di nomadi, immigrati o profughi il 5,7 per cento.

Al nord e nel centro si trovano oltre la metà delle associazioni: Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna sono le regioni in cui le realtà del volontariato sono più radicate.

La metà delle associazioni opera con meno di 16 volontari. Solo il 15 per cento ha un numero superiore a 50.
Negli ultimi sette anni il numero di nuove associazioni costituite è diminuito costantemente.

La maggior parte ha come ambito territoriale di riferimento il comune di appartenenza e solo 5 su 100 hanno un riferimento territoriale nazionale o internazionale.

Per quanta riguarda i numeri dei volontari, in Italia ci sono 1,7 milioni di persone che fanno volontariato.Pari al 3,2% della popolazione italiana con più di 14 anni.

Per quanto concerne il tempo dedicato al volontariato, un volontario in media dedica 20,4 ore al mese alla sua attività. Circa 28,7 milioni di ore di impegno gratuito al mese.

No comments.