L’ipnosi, sempre più spesso trova ampio spazio nell’ambito delle applicazioni cliniche, uscendo dall’alone di magia e misticismo che l’aveva contraddistinta negli anni passati.
L’ipnosi, infatti, consiste essenzialmente nella capacità di sostenere intensamente l’attenzione verso un segnale (es. voce dell’ipnotista) e contemporaneamente diminuire l’attenzione verso altri stimoli interni o esterni. Questa condizione, in modo naturale e inconsapevole, può essere sperimentata da tutti nel quotidiano, per esempio quando si è così assorti nei pensieri da estraniarsi dall’ambiente circostante.
L'ipnosi clinica riproduce, nello stato di trance, questa situazione in modo controllato e finalizzato alla psicoterapia. Anche se apparentemente il paziente si affida all’ipnotista nel raggiungimento dello stato ipnotico, è impossibile attraverso l’ipnosi costringere una persona ad agire contro la sua volontà, poiché rimangono inalterate tutte le capacità critiche e di giudizio morale.
La particolare condizione che si sperimenta in ipnosi, caratterizzata da un profondo rilassamento psicofisico e da una elevata concentrazione verso sé stessi, fa sì che ci si senta maggiormente predisposti verso i suggerimenti terapeutici.
L’ipnosi può essere considerata, quindi, come una risorsa ulteriore nell’ambito della psicoterapia, e come uno strumento attivo per la riduzione di sintomi specifici. A conferma di ciò, un crescente numero di studi rigorosamente controllati, ha evidenziato l’efficacia del trattamento ipnotico in confronto a procedure terapeutiche standard nel trattamento del dolore, dei disturbi d'ansia (ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie) dei disturbi psicosomatici e sessuali, comportamenti compulsivi (gioco d’azzardo) e delle varie dipendenze (ad es. fumo, alcool, cibo).
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