La Comunicazione all’epoca dello spread
Lunedì 01 Ottobre 2012 10:50 Pubblicato in Blog di PsicologiaLa Comunicazione all’epoca dello spread
Per una comunicazione efficace è necessario che sia presa in considerazione anche la componente emotiva.
Che sia studiata, compresa, è l’obiettivo che bisogna porsi nel momento in cui si decide di fare comunicazione.
Ma cosa racchiude questa componente emotiva? Può intendersi l’intensità dell’energia psico-fisica che l’individuo sente nel momento in cui si avvicina al suo desiderio/bisogno.
Ma attenzione, non bisogna confondere l’aver voglia con l'autentico desiderio.
“La nostra società non fa l’apologia del desiderio, fa piuttosto l’apologia delle << voglie >>, che sono un’ombra impoverita del desiderio, al massimo sono desideri formattati e normalizzati. Come dice Guy Debord in “La Società dello spettacolo”, se le persone non trovano quel che desiderano si accontentano di desiderare quello che trovano”, come affermano M. Benasayang e G. Schmit, in “ L’epoca delle passioni tristi”.
Ci troviamo di fronte a due concetti molto differenti, difatti l’aver voglia è una sorta di spinta che le persone hanno verso un obiettivo non completamente autentico, cioè non definito autonomamente rispetto al condizionamento socio-culturale. Ovviamente la scelta degli scopi e delle proprie azioni avviene sempre all’interno dei propri valori di riferimento perciò si tratta di comprendere la presa di alcune decisioni rispetto ad obiettivi socialmente accettabili o meno. Il condizionamento sociale non è cosa da poco conto perché inevitabilmente condiziona l’individuo e quindi il desiderio diventa qualcosa di apparente, mentre il desiderio autentico ha bisogno di non essere per niente etichettato.
Efficacia della comunicazione e autenticità del desiderio
Premesso ciò, una comunicazione efficace lo è nel momento in cui aiuta l’individuo a liberarsi dagli schemi emotivi – cognitivi e favorisce l’autentico desiderio. Efficacia della comunicazione e autenticità del desiderio, parole chiave in un discorso che prevede anche lo spread. La crisi economica sta dilaniando il mondo della globalizzazione e acuisce sempre più la compressione sul presente.
Nell’epoca dello spread, nell’epoca che stiamo vivendo, c’è stato un appiattimento sull’immediatezza, il presente non è più qualcosa di cui godere, al contrario, e l’attesa del futuro non è più tanto piacevole, diventa sempre più incerto, alle volte non riusciamo nemmeno ad ipotizzarlo. Questa contrazione temporale, impregnata sul presente, si concentra in una contrazione del desiderio che si trasforma in un semplice, e forse banale, aver voglia.
Il desiderio ha bisogno di grandi spazi e tempo, il desiderio si proietta dentro se stessi e verso l’esterno.
Ecco perché ci si accontenta semplicemente di avere voglia. A questo punto è chiaro che una comunicazione efficace debba favorire il desiderio e l'emergere di una visione, di un progetto, per sé e per gli altri.
"Lie to me" - Comunicazione non verbale
Mercoledì 27 Giugno 2012 14:27 Pubblicato in Cinema e PsicologiaLie to Me
Lie to me è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2009 al 1011 che ha come protagonista Tim Roth nei panni di Cal Lightman un esperto di cinesica che riesce a capire quello che la gente pensa realmente attraverso lo studio della comunicazione non verbale.
Questa serie è ispirata al noto scienziato Paul Ekman, psicologo studioso del comportamento umano, del quale ripercorre il lavoro. Lightman mette questa sua capacità a disposizione della giustizia e da lì diversi episodi appassionanti che lo porteranno a smascherare diversi “bugiardi”.
Omicidi, politici corrotti, pentiti, complici non hanno più scampo di fronte all’occhio attento ed inquisitore di Lightman, una vera e propria macchina della verità umana a disposizione di polizia locale, studi legali, grandi aziende e semplici privati che vogliono risolvere questioni importanti o pericolose.
Cal Lightman è uno studioso che viaggiando il mondo è riuscito a dimostrare l’universalità della comunicazione non verbale, canale attraverso il quale si può scoprire se la gente mente ma anche cosa prova in un dato istante.
Dopo un’infanzia turbolenta Cal si trasfersce negli USA e inizia a studiare psicologia e revisionando un filmato della madre morta suicida, durante uno dei suoi ultimi colloqui con il medico, coglie un’espressione molto triste in disaccordo con ciò che stava dicendo.
Da allora comincia ad approfondire i suoi studi sulla mimica facciale e poi le prime collaborazioni importanti contro i menzogneri criminali fino ad aprire un’agenzia privata, la Lightman Group, al servizio di tutti. Insieme a lui Gillian Foster, una psichiatra amica di Cal, Ali Loker, ricercatore eccentrico, Ria Torres ex agente di polizia aeroportuale, Emily Lightman, figlia sedicenne di Cal e Ben Reynolds, agente dell’FBI che assiste la Lightman Group nelle sue indagini. Una serie dal grandissimo successo che intreccia personaggi e fatti inventati con sapienza reale, criminologia, scienza, psicologia ed attualità.
La comunicazione non verbale
La comunicazione non verbale comprende tutte quelle forme di comunicazione che non prevedono l’utilizzo delle parole: espressioni facciali, movimenti del corpo, movimenti della braccia, delle mani, etc. Questo tipo di comunicazione, grazie alla sua universalità, elimina ogni tipo di barriera linguistica e accomuna tutti gli uomini della terra.
Secondo lo studioso Argyle durante una comunicazione faccia a faccia utilizziamo sempre la comunicazione non verbale e questa in parte è innata, in parte dipende dai processi di socializzazione. I meccanismi che sottostanno alla comunicazione non verbale sono simili per tutte le culture e quindi comprendibili a tutti.
La comunicazione verbale è suddivisa in quattro gruppi: sistema paralinguistico, sistema cinestesico, prossemica e aptica. Il sistema paralinguistico indica l’insieme dei suoni che si producono durante la comunicazione verbale ed è caratterizzato dal tono, la frequenza e il ritmo; il sistema cinestesico comprende tutti gli aspetti comunicativi espressi dal corpo (movimenti oculari, mimica facciale, i gesti e postura); la prossemica è la scienza che studia ed analizza i messaggi inviati con l’occupazione dello spazio (zona intima da 0 a 50 centimetri, zona personale da 50 cm ad 1 metro, zona sociale da 1 m a 3 o 4 m e zona pubblica oltre i 4 m); l’aptica riguarda la comunicazione espressa tramite il contatto fisico (stretta di mano, bacio sulle guance come saluto ad amici e parenti, un abbraccio, una pacca sulla spalla).
Una serie appassionante tutta da seguire per scoprire alcuni segreti della comunicazione non verbale e soprattutto per apprezzarne l’importanza in diversi contesti sociali.
Psicoterapia
- La Scelta del Partner
- Problemi con i Figli: Genitorialità
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- La Depressione affrontata nella Terapia di Gruppo
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