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Stile comunicativo: la cura comincia dalle parole

Stile comunicativo: la cura comincia dalle parole

Stile comunicativo: la cura comincia dalle parole

Stile comunicativo e guarigione. La comunicazione tra medico e paziente è una questione complessa e delicata . I contenuti relativi alla salute del paziente sono importanti e una certa rilevanza ce l’ha anche lo stile comunicativo del medico.

Uno studio  molto recente    ha indagato cosa accade nel cervello del paziente quando il medico gli parla.  L’indagine denominata   Fiore (Functional Imaging of Reinforcement Effects)  ha  esplorato diversi stili comunicativi, scoprendo che attivano differenti aree cerebrali .

Trenta persone tra i 19 e i 33 anni hanno partecipato allo studio sottoponendosi a scansione cerebrale. La scansione è avvenuta nel corso di una comunicazione da parte del medico, strutturata su un modello messo a punto con l’ Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Il modello di comunicazione Ippocrates si focalizza su cinque aree di bisogno del malato e gli stili comunicativi adatti .

I bisogni del paziente

Innanzitutto il paziente ha bisogno di capire cosa gli sta succedendo, ha bisogno di informazioni che richiedono uno stile comunicativo logico.

A seguire è importante comunicare col paziente ponendo il focus sulla continuità, aiutandolo a individuare un orizzonte degli eventi. Un bisogno fondamentale del paziente è infatti quello di sicurezza del futuro. Il medico deve accompagnare il paziente nella comprensione di ciò che accadrà nel processo di cura.

Altri due bisogni importanti sono il bisogno di essere compresi emotivamente ed essere a proprio agio nella situazione e il bisogno di attenzione.

Questi due bisogni, di essere visti e compresi dal medico, riguardano principalmente le emozioni dei pazienti. Le persone, lungi dall’ essere identificate coi sintomi, hanno bisogno di essere viste in tutta la loro umanità e complessità. Raccogliere e contenere le emozioni dei pazienti richiede uno stile comunicativo caratterizzato da sintonizzazione emotiva, disponibilità, flessibilità. I pazienti devono poter ricevere conferma che sono viste e considerate, e che i loro bisogni emotivi sono importanti tanto quanto i sintomi. Infine fa parte del percorso di cura e guarigione l’accompagnare il paziente nel bisogno di decidere. Cosa fare? Quali possibilità e alternative? Prospettare proposte e sostenere il paziente nella scelta della cura è un passo fondamentale.

La ricerca : stile comunicativo e cura

I soggetti della ricerca hanno esaminato una serie di vignette raffiguranti scene di aiuto e riconoscimento/valorizzazione, che hanno commentato e valutato. Ciò ha permesso di selezionare stili comunicativi più adeguati alla sensibilità e ai bisogni di chi è coinvolto in un processo di cura.

Attraverso tecniche di neuroimaging i ricercatori hanno rilevato la presenza di specifiche attivazioni cerebrali correlate ai differenti stili comunicativi rispetto ai due specifici bisogni emotivi del paziente (comprensione emotiva e attenzione).

Il risultato è che comportamenti di valorizzazione attivano la sfera sensoriale e in particolare la corteccia visiva, mentre comportamenti di aiuto stimolano le regioni del cervello collegate alla teoria della mente, che si traduce nell’acquisizione di comportamenti da parte della persona. Secondo gli autori quindi, una buona comunicazione orientata a comprendere il paziente come persona favorisce l’acquisizione e il consolidamento di comportamenti di cura.