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Sovraccarico cognitivo e difficoltà di attenzione

Sovraccarico cognitivo e difficoltà di attenzione

Sovraccarico cognitivo e difficoltà di attenzione

Sovraccarico cognitivo e difficoltà di attenzione. Anche le informazioni sono oggetti di consumo. Quanta informazione consumiamo? Una montagna, una quantità di dati misurata in zettabyte , cioè 1 000 000 000 000 000 000 000 byte: un triliardo di byte. Più o meno pari a un milione di volte l’informazione contenuta in tutte le biblioteche degli Stati Uniti d’America. Questa è la misura dell’informazione che circola sul web e che ci arriva tramite la tecnologia. Una quantità impressionante di dati che tendiamo a consumare in maniera sempre crescente.

sovraccarico cognitivo

Questo flusso enorme di dati ci espone al fenomeno del sovraccarico cognitivo, cioè a un eccesso di dati da elaborare. In media ogni individuo è esposto giornalmente a 34 gigabyte di dati , mentre siamo capaci di elaborare circa 120 bit al secondo , che è più o meno un terzo della potenza necessaria per elaborare una normale conversazione.

Un problema di attenzione

Una massa così imponente di dati pone delle sfide nei termini di attenzione e decisione, che sono due processi cognitivi complessi. Di fatto sta diventando via via più difficile riuscire a mantenere l’attenzione focalizzata per qualche minuto. E’ esperienza comune ormai stare sul divano la sera davanti al televisore e contemporaneamente controllare le notifiche delle applicazioni sul telefono. Il risultato è che per molti anche riuscire a guardare un film senza sbirciare il telefono sta diventando un’impresa.

Siamo continuamente preoccupati di quello che ci stiamo perdendo sui social, tanto da toccare compulsivamente il telefono fino a 150 volte al giorno. In realtà siamo sommersi da un diluvio di dati-spazzatura: il nostro sovraccarico cognitivo è un aspetto del consumo di dati che in realtà sono irrilevanti. Possono sì essere attraenti, interessanti, divertenti (come molti video o immagini su Instagram) ma di fatto totalmente inutili nella nostra vita. E che rappresentano ostacoli nella valutazione accurata di ciò che è effettivamente rilevante nel momento in cui ci troviamo a prendere delle decisioni. Un esempio su tutti: le fake news.

Uscire dal sovraccarico cognitivo

E’ un dato di realtà: la tecnologia domina le nostre esistenze. Proprio per questo sta diventando particolarmente importante imparare a spegnere i nostri strumenti tecnologici. Quanti di noi sono capaci di andare in vacanza senza il computer portatile? Quanti ancora spengono lo smartphone la sera? Interrompere questo flusso continuo di dati è necessario per potersi davvero rilassare e riposare, mettendo da parte l’obbligo di essere sempre reperibili e “informati” su quello che sta succedendo al di fuori di noi.

passeggiare nella natura aiuta a ridurre il sovraccarico cognitivo.

Qualche minuto di silenzio, una passeggiata nel verde, potersi perdere senza Google Maps. Rinunciare ogni tanto ad essere connessi a questa incredibile massa di dati può essere benefico e riposante, lasciandoci la possibilità di andare alla scoperta di altro: i suoni della natura, la bellezza di un panorama, una cena con gli amici senza la necessità di documentare su Instagram.