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Solitudine e stress

Solitudine e stress

Solitudine e stress

Le relazioni sociali sono un aspetto fondamentale dell’ esistenza umana. Può sembrare scontato dirlo, eppure l’ isolamento sociale e la mancanza di relazioni significative sono una realtà del nostro tempo e della nostra società. Sono molti quelli che lasciano questa vita completamente soli, senza qualcuno che li ricordi. La mancanza di una rete sociale è qualcosa che affligge molte persone, la solitudine è un fattore di stress notevole. Tutti siamo coinvolti in relazioni : professionali, familiari, sentimentali, virtuali, etc. Tuttavia, quante di queste sono effettivamente solide, concrete, tanto da poterci sostenere nei momenti di difficoltà, o presenti nei momenti importanti da celebrare?

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A volte ci rendiamo conto di essere isolati nonostante abbiamo molti contatti , che si moltiplicano con l’ aumentare dei social network. Ma poi, quello che conta, è che questi contatti possano diventare legami, presenze significative, reali. E’ necessario che effettivamente questi contatti entrino nella nostra realtà quotidiana. Nello studio “Loneliness and Social Isolation as Risk Factor for Mortality. A Meta Analytic Review” pubblicato nel marzo 2015 da Julianne Holt Lustand e colleghi della Brigham University su “Perspectives in Psychologist Science” ,  viene evidenziato che la mancanza di relazioni sociali ha un impatto sull’organismo- L’effetto è molto simile a quello dell’alcool e della nicotina, ed addirittura superiore agli effetti dell’ obesità e della mancanza di attività fisica.

 

Più soli, più vulnerabili

In effetti , la solitudine è un fattore di stress, che aumenta il livello di vigilanza rispetto alle “minacce” o difficoltà di tipo sociale . In presenza di avversità, il sistema di regolazione genica CTRA ( conserved transcriptional response to adversity) fa sì che aumentino i segnali, dal sistema nervoso simpatico al midollo osseo, per la produzione di globuli bianchi e monociti. Questo tipo di risposta dell’organismo, importante per affrontare minacce presenti, quando si protrae nel tempo predispone di fatto  alla cronicizzazione di condizioni fisiche patologiche.

Lo studio condotto da Cole e colleghi  ha approfondito questo aspetto degli effetti della solitudine sul sistema CTRA , attraverso una analisi dei trascrittomi (trascritti RNA)   di 141 soggetti e confrontandoli poi coi risultati  alla UCLA Loneliness Scale ( questionario standardizzato per il rilevamento della solitudine). Ne è emersa una importante correlazione tra punteggio elevato sul questionario per la solitudine e alterazioni della produzione di linfociti e monociti regolati dalla CTRA.

Chi è , o si sente più solo, è anche più esposto alla malattia. È importante non restare fuori dalle relazioni, ma continuare sempre a coltivarle e a crearne di nuove. Anche piccole reti, che però ci permettono di vivere meglio e più sereni.

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