
Percezione Sociale
Per comprendere la percezione sociale è necessario fare delle premesse.
La vita sociale è fatta di interazione e sin dal primo momento in cui incontriamo una persona scattano dei meccanismi psicologici finalizzati alla costruzione della rappresentazione della persona.
È l’insieme di questi meccanismi che prende il nome di percezione sociale, atta a regolare il nostro comportamento e creare delle aspettative riguardo il comportamento degli altri. In base a quanto detto finora noi, in base alla nostra percezione sociale, operiamo nei contesti sociali/relazionali.
Ma gli interrogativi riguardo questi meccanismi e la loro combinazione sono stati, nel corso degli anni, diversi.
Il primo a riferirsi e ad occuparsi della percezione sociale fu Salomon Asch, che affermò che la percezione che si ha dell’altro non è la semplice somma dei concetti che lo riguardano ma è un’organizzazione di elementi che avviene anche in base al contesto in cui quella persona vive. Un comportamento è considerato in base al contesto in cui si svolge e non si può prescindere da questo. In seguito ad un esperimento su due gruppi di studenti universitari Asch stabilì che la percezione sociale fosse un processo che definiva dal basso verso l’alto, dove basso sta per l’ambiente esterno verso il quale i primi impulsi si dirigono.
Cos'è la Percezione Sociale?
La percezione sociale è una sorta di apprendimento secondo il quale si definisce un’altra persona.
Concetti associati e organizzati. Di per se questa teorizzazione enfatizza troppo la percezione dell’ambiente (dal basso verso l’alto) e in opposizione si trovano tutti quegli studiosi che sottolineano il ruolo dei processi cognitivi (dall’alto verso il basso). Secondo questa seconda corrente di pensiero la rappresentazione di una persona viene organizzata cognitivamente, si crea una sorta di schema attraverso il quale si classificano tutte le informazioni disponibili.
È d’obbligo aggiungere che secondo questa teoria esistono anche degli schemi cognitivi preesistenti che ci permettono di giudicare le persone a primo impatto, positivamente o negativamente, anche in base a poche informazioni a disposizione. Le informazioni successive verranno selezionate in modo da confermare i propri schemi (ipotesi di conferma).
Primacy e Recency
Questa teoria mette in luce due concetti importanti, primacy e recency, ovvero una serie di informazioni date rispettivamente prima e dopo. In base a questo discorso diventa importante anche come noi ci presentiamo agli altri, il modo in cui approcciamo con gli altri. Nella vita di tutti i giorni ci troviamo in contatto con tante e diverse persone, ricoprendo spesso ruoli diversi o mettendo in luce aspetti diversi di noi stessi. La scelta tra i diversi ruoli o stili che scegliamo avviene in base a come il nostro interlocutore si presenta, si pone in relazione con noi.
Una varietà di meccanismi che definiscono la percezione sociale della quale fanno parte anche gli stereotipi, che sono dei concetti generali collegati in maniera fissa, rigida, a determinati gruppi, che caratterizzano anche i singoli membri di quel gruppo. Gli stereotipi si basano su processi cognitivi e hanno fondamentalmente due funzioni: la prima, quella di renderci meno estranei al mondo che ci circonda; e la seconda, di dirci una parte di verità sugli altri.
Ma, se da una parte la percezione sociale ci permette di dedurre alcune informazioni in modo rapido, (come nel caso dell’utilizzo di stereotipi), d’altro canto la conoscenza dell’altro, l’intimità richiede la capacità di andare oltre la percezione sociale, scoprendo nel qui-ed-ora la ricchezza dell’altro, al di là dell’immagine che un incontro superficiale ci restituisce.
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