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Venerdì, 24 Mag 2013

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La leadership riguarda coloro che occupano una posizione elevata all’interno di un gruppo, i leader per l’appunto.

La caratteristica più importante di questi individui è quella di riuscire ad influenzare gli elementi di un dato gruppo con le loro idee e riuscire a modificare anche il loro comportamento. Ma non bisogna dimenticarsi che l’influenza sociale è un processo reciproco, quindi anche i leader subiranno le influenze degli altri e in virtù di queste potranno modificare il loro comportamento.

È per questo che le ultime teorie vedono la leadership come una relazione, come afferma Peter Druker. Del concetto di leadership esistono diverse definizioni, che in generale concordano sul considerare la leadership come una relazione sociale che si instaura quando una determinata situazione prevede delle scelte da prendere. In base alle diverse teorie si attribuiscono alla figura del leader diverse caratteristiche.

Sostanzialmente sono tre le categorie più importanti.

La prima presta attenzione ai tratti e alle capacità del leader e alle sue funzioni di conduzione. Questo primo approccio prende in considerazione solo le caratteristiche intrinseche mentre esclude il contesto. Il secondo approccio pone l’attenzione sul controllo che il soggetto leader riesce ad esercitare sugli altri senza utilizzare la forza. Infine la terza categoria si basa sull’influenza che il leader ha sulle azioni poste in atto per il raggiungimento di un dato obiettivo.

Bernard Bass nel suo manuale sulla leadership individua ben 11 categorie di leader.

01 Leadership come protagonista, punto focale del gruppo. La tendenza che si riscontra in queste prospettive di studio è di considerare il concetto di leadership strettamente legato a quello di struttura e dinamica di gruppo;

02 Leadership come personalità. Questa definizione prende in considerazione le caratteristiche che rendono alcune persone più capaci di altre nell'esercitare la leadership;

03 Leadership come capacità di indurre al consenso. Abilità di manipolare le persone per ottenere il meglio con i minimi contrasti e la massima cooperazione attraverso il contatto face-to-face tra leader e subordinati;

04 Leadership come influenza. Il concetto di influenza implica una relazione reciproca tra individui, non necessariamente caratterizzata da dominio, controllo o induzione del consenso da parte del leader;

05 Leadership come comportamento. I ricercatori spiegarono comportamenti caratteristici dell'esercizio della leadership, quelli propri di un individuo orientato alle attività di gruppo;

06 Leadership come persuasione. Questa definizione elimina ogni implicazione alla coercizione e focalizza l'attenzione sulla relazione con i seguaci;

07 Leadership come potere. Se A induce B ad attuare dei comportamenti per raggiungere un comune obiettivo, allora A ha esercitato leadership su B;

08 Leadership come strumento per raggiungere l'obiettivo. Questi studiosi considerano la leadership come forza principale per stimolare, motivare e coordinare coloro che si muovono per raggiungere un obiettivo comune;

09 Leadership come fattore emergente dell'interazione. In questo caso la leadership è considerata come un effetto dell'azione del gruppo e non più un suo elemento formante. La leadership emerge dal processo di interazione tra individui e non esiste a priori;

10 Leadership come ruolo di differenziazione. Ogni individuo, nel momento in cui interagisce con altre persone, gioca un ruolo diverso dagli altri individui;

11 Leadership come l'iniziazione di una struttura. Questa definizione vede la leadership come imprescindibile per la nascita di una qualsiasi struttura e per il suo mantenimento.

Ad elaborare una teoria è anche Halal che si basa sulla determinazione dei modi di comportamento del leader che si rivelano più efficaci. Una determinata leadeship può mostrarsi efficace solo in determinati casi e con determinate persone.

In questo caso esistono cinque modelli ideali di leadership:

01 Autocrazia: la forma più primitiva di leadership che prevede l'utilizzo di metodi autoritari, come forza e tradizione, per ottenere l'obbedienza. Questa forma di leadership si mostra adeguata solo in situazioni “primitive” di tecnologia, come la guerra, la caccia e l'agricoltura.

02 Burocrazia: Un rapporto razionale e utilitario fra dipendenti e capo. Compiti assegnati, modalità per il loro svolgimento completamente stabilite dal superiore in modo razionale e le ricompense economiche legate in una qualche misura alla prestazione. Questo tipo di leadership è il più efficace in situazioni caratterizzate routine, svolgimento di compiti ripetitivi.

03 Relazioni Umane: sottolineano l'aspetto sociale fra capo e dipendenti. In questa modalità di leadership si impiegano ricompense e sanzioni di tipo sociale per ottenere l’obbedienza.

04 Partecipazione: definita come un rapporto egualitario nel quale i dipendenti sono incoraggiati a condividere le responsabilità del superiore nella soluzione dei problemi. Si ritiene che questo stile di leadership sia più efficace in situazioni nelle quali i compiti dei subordinati comportano l'esercizio di una "influenza" o di un controllo sul comportamento di altre persone.

05 Autonomia: rapporto nel quale non viene esercitato sui dipendenti alcun controllo. In questo caso il leader fornisce solo informazioni e un supporto amministrativo ai dipendenti per aiutarli a svolgere i loro compiti. I dipendenti sono liberi di scegliere i compiti da svolgere e le modalità del loro svolgimento.

Questi due schemi hanno portato alla definizione di diversi tipi di leader ma vi sono altre precisazioni che bisogna fare, ovvero quella tra leadership formale e leadership informale ovvero quella imposta dall’esterno e quella che si crea all’interno del gruppo.

Oppure quella di leadership diretta e leadership indiretta che differiscono nel modo in cui questa viene imposta, ovvero se si ha un contatto diretto con il membri di un gruppo o meno.  

 


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