
Jean Piaget
Jean Piaget si laureò nel 1918 e da lì in poi si dedicò agli studi di psicologia dell’infanzia. Nel 1922 divenne professore di psicologia dell’età evolutiva presso l’Istituto J. - J. Rousseau fondato a Ginevra da Claparède e nel 1940 ne fu nominato direttore. Sempre presso l’Istituto di Ginevra creò il Centro Internazionale di Epistemologia Genetica.
Teoria di Jean Piaget
Le sue ricerche si sono sempre concentrate sull’età evolutiva ed in particolare sullo sviluppo dell’intelligenza. Fu lui il primo ad elaborare una teoria completa che riguardava lo sviluppo mentale del bambino.
Secondo Piaget il bambino non è un adulto in miniatura ma un individuo dotato di una propria struttura intellettiva. Il bambino attraversa cinque fasi evolutive, ognuna delle quali ha una struttura a se state maggiore per qualità e quantità rispetto a quella precedente.
Le cinque fasi evolutive sono:
- Fase senso-motoria
- Fase pre-concettuale
- Fase del pensiero intuitivo
- Fase delle operazioni concrete
- Fase delle operazioni formali
Fase senso-motoria
La prima fase è quella senso-motoria ed è suddivisa in 6 stadi:
- Riflessi innati
- Reazioni circolari primarie
- Reazioni circolari secondarie
- Coordinazione mezzi – fini
- Relazioni circolari terziarie
- Comparsa della funzione simbolica
Questa fase si ha dalla nascita ai due anni circa e si caratterizza, nel primo mese, per i riflessi innati quali pianto, suzione, vocalizzo ed altri. Questi riflessi sono utilizzati dal bambino per comunicare con il mondo esterno e il loro utilizzo frequente porta al nascere di abitudini. Il secondo stadio è quello delle reazioni circolari primarie che indica il ripetersi di quelle azioni che la prima volta si sono avute per caso e il bambino ha trovato interessanti. Questo tipo di consolidamento fa si che l’azione diventi uno schema. Il terzo stadio è quello delle reazioni circolari secondarie che vanno dal quarto all’ottavo mese.
In questo stadio il bambino dirige la sua attenzione verso il mondo esterno e vuole afferrare, tirare, muovere gli oggetti, scuotere. Dall’ottavo al dodicesimo mese c’è la fase della coordinazione, quando il bambino riesce a coordina due diversi schemi d’azione per raggiungere uno specifico obiettivo ad esempio spostare un cuscino per prendere un giocattolo.
Dal dodicesimo mese circa si accede alla fase delle reazioni circolari terziarie quando il bambino ricorre a distinte modalità per ottenere degli obiettivi. Inizia una sorta di ragionamento, il bambino diventa capace di trovare delle soluzioni e quindi è capace di modificare i propri schemi. Questa fase si prolunga fino al diciottesimo mese quando si entra nella fase della funzione simbolica. In questo stadio il bambino riesce ad immaginare quali siano di effetti di determinate azioni che si appresta a compiere, riconosce gli oggetti anche se ne vede solo una parte, imita i comportamenti, distingue vari modelli e predilige quelli di tipo affettivo.
Fase pre-concettuale
La seconda fase individuata da Jean Piaget va dai due anni fino ai quattro.
In questi due anni il bambino è ancora al centro del suo universo. Una sorta di pensiero egocentrico che lo porta a credere che lui sia al centro di tutto l’ambiente che lo circonda e tutti lo debbano capire e comprendere all’istante.
Il linguaggio è molto importante perché si iniziano ad associare parole con oggetti e il gioco occupa la maggior parte della giornata. In questa fase il bambino non è ancora capace di relazionare il concetto di tempo, spazio e causa.
Fase del pensiero intuitivo
La terza fase è quella del pensiero intuitivo che va dai 4 ai 7 anni.
Questa fase si caratterizza per un aumento della socializzazione e della partecipazione nella vita quotidiana.
La partecipazione diventa creativa, autonoma, attiva e si adegua alle diverse circostanze.
Il bambino inizia a sperimentare nuove realtà e rivede le conoscenze acquisite fino a quel momento.
Fase delle operazioni concrete
Dopo i 7 anni inizia la fase delle operazioni concrete che arriva fino agli 11 anni.
Il bambino riesce a coordinare due azioni successive, prende coscienza che un’azione resta invariata anche se ripetuta, riesce a avere una modalità di pensiero intuitivo, giunge ad uno stessa meta pur avendo due punti di partenza diversi.
In questa fase il bambino è in grado di svolgere ancora solo azioni concrete.
Fase delle operazioni formali
La fase delle operazioni formali è la quinta fase.
Dagli 11 ai 14 anni il pre-adolescente acquisisce la capacità di fare un ragionamento astratto, ovvero può pensare a cose che possono essere vere o meno, che potrebbero o meno verificarsi. Adesso comprende il valore di oggetti e fenomeni, dei punti di vista, della parità dei diritti, dell’indipendenza delle idee delle persone.
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