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Mercoledì, 22 Mag 2013

Trattamento del trauma EMDR

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Trattamento del trauma EMDRTrauma EMDR

EMDR sta per Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari ed è una nuova metodologia psicoterapeutica per trattare i disagi emotivi e gli stress legati ad eventi traumatici (aggressioni, incidenti stradali, furti o rapine, calamità naturali, eventi disturbanti nell’infanzia e lutti).

Molto utilizzato, anche per ridurre l’ansia, l’EMDR è un metodo molto complesso che si basa su elementi teorici propri della psicodinamica e cognitivi – comportamentali.

Con questo metodo si accelera il processo di guarigione dei disturbi emotivi su citati rispetto alle convenzionali tecniche.


EMDR: Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari

EMDR: Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari

Nasce nel 1987 grazie a Francine Shapiro, psicologa, la quale notò che tramite i movimenti oculari si poteva ridurre l’intensità dei pensieri negativi disturbanti. Inizialmente questa tecnica venne utilizzata per curare i reduci traumatizzati del Vietnam e le vittime di violenze sessuali.

Tramite questo semplice procedimento si facilita il meccanismo di auto guarigione andando a stimolare l’elaborazione delle informazioni nel cervello (stesso processo che avviene naturalmente nei sogni nella cosiddetta fase REM) e sentirle in modo meno traumatico.

Dopo aver individuato il problema specifico, si usa un protocollo definito attraverso il quale il terapeuta guida il paziente nella descrizione dell’evento e gli fa scegliere gli elementi disturbanti. In seguito si fa richiesta al paziente circa i suoi pensieri e le sue convinzioni nel momento in cui richiama alla mente il ricordo più spiacevole. È in questo momento che il terapeuta aiuta l’elaborazione attraverso il movimento degli occhi o altre stimolazioni bilaterali degli emisferi cerebrali.

Trattamento del trauma EMDR

I movimenti oculari, o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, servono per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, producendo una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. È un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione.

Con questa metodologia il disturbo è inquadrato come un immagazzinamento errato di informazioni e si basa sull’ipotesi che in ogni disturbo o disagio psicologico esiste una componente fisiologica. Nel momento in cui avviene qualcosa di traumatico l’equilibrio eccitatorio/inibitorio è intralciato per elaborare l’informazione.

Questa situazione permane anche in seguito per cui l’informazione immessa sarà rivissuta sempre allo stesso modo. I movimenti oculari saccadici e ritmici, utilizzati con l’immagine traumatica e i ricordi ad essa legati, facilitano la rielaborazione dell’informazione. Durante questi movimenti il paziente rivive i diversi elementi del ricordo iniziale e il terapeuta, ad intervalli regolari, interrompe i movimenti al fine di accertarsi che il paziente elabori adeguatamente i ricordi. Tutto ciò serve per far elaborare in maniera rapida le informazioni riguardanti l’esperienza negativa fino ad arrivare alla risoluzione adattiva. Durante l’EMDR il paziente prova emozioni molto intense ma alla fine della seduta può notare una notevole riduzione nel livello di disturbo associato all’evento traumatico.

La dottoressa Shapiro afferma che la riduzione seguente al trattamento è dovuta ad una riduzione della sintomatologia, ad una conversione delle idee negative del paziente verso quelle positive. L’EMDR utilizza un triplice approccio che riguarda le esperienze passate, quelle attuali, che causano lo stress, e i pensieri e le azioni desiderate nel futuro. Questo trattamento può durare da un minimo di 3 sedute ad un anno e più per i problemi più complessi.

Sono diversi gli studi che hanno dimostrato l’efficacia di questa tecnica nella cura del disturbo da stress post traumatico, nelle fobie, negli attacchi di panico, nell’ansia da prestazione sul lavoro, nei disturbi da dimorfismo corporeo, nei traumi dei bambini e nella riduzione dei dolori cronici. Ultimamente alcuni terapeuti hanno applicato l’EMDR anche in altre patologie come i disturbi associativi, ansia generalizzata, ansia da prestazione nello sport e nello spettacolo, lutto complicato, abusi sessuali e/o fisici e disturbi del comportamento alimentare.



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