
Teoria del trauma psichico: introduzione generale
Sin dal 1911 Bleuler introdusse il concetto di reazione psicogena ad eventi stressanti e traumatizzanti anche se già precedentemente erano stati introdotti concetti simili da Oppenheim (1892) “nevrosi post-traumatica” e da Kraepelin (1896) il concetto di “nevrosi da spavento”.
Evento traumatico per eccellenza è la guerra, ed è proprio dopo i conflitti mondiali (in particolareil secondo),che torna prepotentemente all'attenzione degli studiosi il trauma psichico e le sue manifestazioni. Con la guerra del Vietnam, poi, il trauma diventa un fenomeno di ampie proporzioni sociali. Moltissimi infatti sono i soldati che tornano devastati, fisicamente e mentalmente, da ciò che hanno visto e vissuto.
Le caratteristiche principali del trauma sono:
- La tendenza a rivivere l’evento traumatico tramite sogni, incubi e ricordi intrusivi;
- Evitamento costante degli stimoli associati al trauma;
- Sintomi persistenti di aumentato “arousal” neurovegetativo.
Bisogna però a questo punto sottolineare che il disturbo da stress post traumatico si caratterizza per sintomi più specifici rispetto ad altri disturbi, quali quello d’ansia e quello dell’umore, come gli incubi notturni, i flashback, l’evitamento di cose e persone che ricordano l’evento e una riduzione dell’interesse per le proprie attività.
Per ciò che concerne l’evitamento (fobia) esso va visto come una vera e propria funzione difensiva verso “qualcosa” ritenuta intollerabile mentre le memorie intrusive rappresentano la volontà di “riprocessare” cognitivamente l’informazione legata all’evento del trauma.

Modello cognitivo del
Trauma psichico
Un evento traumatico porta con sé numerosi stimoli, oggettivi e soggettivi, che il sistema personale di processazione dell’informazione non riesce ad “interiorizzare” e ricorre a specifici meccanismi di difesa di tipo psicotico come la depersonalizzazione e la derealizzazione.
In seguito a ciò il soggetto non riesce
a trasformare l’esperienza traumatica
in un ricordo “normale” da inserire in memoria e quindi nel tempo permane l’esperienza traumatica rivissuta continuamente tramite i pensieri intrusivi.
Elaborazione del trauma psichico
Attraverso la presenza di questi pensieri si prova continuamente a riprocessare il trauma senza riuscirci, motivo per il quale l’individuo inizia ad evitare tutto ciò che può essere connesso al dolore e alla sofferenza dell’evento traumatico.
È chiaro che in uno schema così delineato acquistano importanza le capacità di valutazione cognitiva del soggetto nei confronti dell’evento traumatico ed in particolare nei confronti dell’eccesso di informazioni.
L’elaborazione inadeguata, che prevale nei giovani per immaturità cognitiva e negli anziani per rigidità cognitiva, porta ad un blocco del sistema di processazione delle informazioni che si trasforma in una sorta di anticipazione negativa degli eventi, in un evitamento condizionato e nella dissociazione psicotica.
Da questi aspetti cognitivi derivano l’iperarousal neurovegetativo, l’ansia acuta (il panico) ed i sintomi psicotici sia positivi che negativi. Dopo un terminato periodo di tempo, più o meno lungo, si giunge ad una modifica persistente della personalità che vede il funzionamento interpersonale, sociale e lavorativo compromesso, il ché può portare a disadattamento, frustrazione e aggressività.
Fattori che possono portare al trauma psichico
I fattori di rischio sono presenti in tutti quei soggetti che mostrano un’inadeguata valutazione cognitiva degli eventi traumatici o stressanti a causa di immaturità o rigidità del pensiero cognitivo.
Molto spesso queste condizioni si verificano in soggetti che hanno affrontato diverse prove/condizioni come un trauma infantile, tratti di disturbo bordeline, paranoide, dipendente o antisociale di personalità, sistema sociale inadeguato, velnerabilità del sistema genetico costituzionale alle malattie psichiatriche, cambiamenti stressanti della vita ed altre esperienze o condizioni legate alla vita.
I meccanismi protettivi della personalità
Di converso esistono anche i meccanismi protettivi di personalità che scattano nel momento in cui si verificano eventi traumatici e stressanti. Questi meccanismi sono presenti in soggetti con capacità cognitive molto mature e flessibili che si adattano alle diverse situazioni e ai nuovi schemi che si presentano.
Questi meccanismi sono presenti in una persona che:
- Che si piace e si accetta;
- Che non dipende dall’approvazione altrui;
- Che non viene ferita gravemente dalle critiche;
- Che si pone obiettivi realistici traendo insegnamento dai fallimenti e dalle sconfitte;
- Che non mira al dominio degli altri e che non hanno bisogno di umiliarli;
- Capace di sopportare e tollerare l’ansia;
- Capace di amare persone imperfette;
- Capace di controllare gli impulsi (intelligenza emotiva);
- Capaci di mettere da parte rimpianti e risentimenti;
- Capaci di chiedere aiuto.
Conclusioni
Gli effetti del trauma dipendono non solo dalla portata dell'evento traumatico, ma anche dalla capacità cognitive ed emotive di chi subisce il trauma, e dalla possibilità di trovare un contenimento adeguato (persone vicine, amici e parenti, aiuto professionale) per elaborare l'esperienza traumatica vissuta.
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