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Pettegolezzo, fare le pulci agli altri è una abilità sociale

Pettegolezzo, fare le pulci agli altri è una abilità sociale

Pettegolezzo, fare le pulci agli altri è una abilità sociale

Pettegolezzo, è un’ abilità sociale?  Sappiamo che il pettegolezzo è una chiacchiera indiscreta e malevola sul conto di qualcuno. Spettegolare fa parte della nostra vita, in tutte le latitudini e in tutte le culture. Alle persone piace sapere delle fortune, o delle sfortune, che capitano agli altri. Ci chiediamo come questa indiscreta chiacchiera, tesa a mettere in cattiva luce, possa avere una valenza positiva.

Pettegolezzo, una possibile origine

Robin Dunbar,  antropologo e psicologo britannico, ha sviluppato una teoria in cui si parla del pettegolezzo come la base su cui si è sviluppato il nostro linguaggio. Secondo lo psicologo, i nostri antenati  per stringere legami si riunivano in piccoli gruppi sociali e si scambiavano informazioni in un contesto confidenziale. Dunbar associa il pettegolezzo al «grooming» dei primati, vuol dire cercare reciprocamente degli pulci. Grazie a questa attività, le scimmie riescono a mantenere le relazioni con la loro cerchia. Dunbar sostiene che questo spiegherebbe la nascita dell’ abitudine di spettegolare. L’uomo moderno per ottenere lo stesso risultato dei primati farebbe le «pulci» con il pettegolezzo, una sorta di collante sociale.

pettegolezzo, l'arte di fare le pulci

Il pettegolezzo al maschile e al femminile

Le donne sono più inclini al gossip, questo sia per una finalità ludica e una finalità sociale. Uno degli argomenti più frequentati delle donne è l’aspetto fisico degli altri :  si utilizza il gossip per raccogliere dati sulle possibili rivali nella conquista di un partner adatto. E gli uomini ? Anche i maschi spettegolano, gli argomenti girano intorno ai risultati raggiunti dagli altri, sopratutto in tematiche riguardanti il denaro e lo sport. In buona sostanza,  oggetto del pettegolezzo sono le armi usati nella seduzione : il potere degli uomini e la bellezza delle donne.

Il ricercatore Adam Davis, che ha condotto uno studio canadese ha commentato: «I risultati dimostrano che i pettegolezzi sono intimamente legati alla concorrenza sentimentale e non sono perciò da liquidare come il prodotto di uno stereotipo femminile di genere da biasimare o un difetto di carattere».

Il pettegolezzo è una abilità sociale

Il pettegolezzo non è soltanto una strategia femminile per conoscere potenziali rivali. Rafforza anche le relazioni all’interno delle comunità sociali e viene usato per rendere più interessante un qualche argomento. Il gossip viene maggiormente attuato fra persone che non hanno particolari argomenti comuni di cui parlare, sparlare degli altri offre una alternativa di scambio sociale.  Conoscere gli affari delle persone con cui si viene in contatto, aiuta a capire meglio se ci si può fidare o meno. Il gossip sarebbe dunque un’abilità sociale altamente evoluta.

Pettegolezzo, competizione e normalizzazione

Queste sono le conclusioni di uno studio pubblicato on line su Evoutionary Psicology Science , che per la prima volta ha analizzato la relazione tra competizione tra persone dello stesso genere e attitudine a parlare degli altri alle loro spalle. Si è scoperto che chi è particolarmente competitivo con i membri del proprio sesso mostra anche una tendenza sensibilmente maggiore a praticare il gossip. E si sente anche a proprio agio mentre lo fa e mentre lo fanno gli altri.

Inoltre, il pettegolezzo può essere utile in quanto può essere usato come ansiolitico: ci si rende conto di avere in comune problemi e difficoltà. L’effetto è quello di una normalizzazione, cioè del rendersi conto che alcuni problemi sono più comuni di quanto pensiamo. Questo ci permette di ricollocarci in una ampia “normalità”. Infine scoprire che gli altri non sono poi così felici come si immagina, aiuta ad apprezzare con maggiore convinzione ciò che si ha e di ciò che si è.

 

Bibliografia

https://link.springer.com/article/10.1007/s40806-017-0121-9

Dunbar. R (2011) Di quanti amici abbiamo bisogno? Frivolezze e curiosità evoluzionistiche. Milano, Raffaello Cortina

 

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