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Parlare coi figli. Istruzioni per l’ uso

Parlare coi figli. Istruzioni per l’ uso

Parlare coi figli. Istruzioni per l’ uso

Parlare coi figli è una parte importante dell’ essere genitore. Una sfida incredibile, in cui si è chiamati a dare il meglio. A fare le scelte giuste, a garantire occasioni di crescita e sviluppo. A nutrire. Ad educare. E a saper ascoltare.

Molto spesso la comunicazione coi figli è fatta di istruzioni, di indicazioni su cose da fare e modalità per farle. Fa parte del compito educativo, insegnare ai figli come affrontare le attività quotidiane. Nei primi anni è un addestramento fondamentale. Le abilità strumentali ci permettono di muoverci con sicurezza nel mondo. Ma poi il dialogo va costruito, nel tempo. Attraverso discorsi sulle cose ordinarie della vita: la scuola, lo sport, la vita in famiglia. Ma anche attraverso una intimità psicologica, fatta di giochi e piccole (o grandi) rivelazioni di sè.

 

 

Osservare

I figli vanno guardati. Non solo quando sono neonati, ma sempre. Guardare, osservare, è necessario per costruire una relazione di fiducia. Ti vedo, vedo che sei triste. O felice. O sporco di cioccolata. Significa che non solo so che esisti, ma che ti considero. Che siamo in relazione. L’ autostima e la fiducia in sè e negli altri passano attraverso l’ esperienza di essere visti, guardati. Non in maniera indagatoria, alla ricerca di un errore. Ma con amore, accompagnando i figli nel loro percorso anche con lo sguardo. E’ quel che si fa quando si insegna ad un figlio ad attraversare la strada da solo. Dopo averlo fatto insieme per tanto tempo, mano nella mano, lo si lascia andare. E lo si accompagna con lo sguardo.

 

Chiedere

Può capitare che, nella frenesia quotidiana, non si abbia il tempo di chiedere. Cosa? Le solite cose: come è andata la scuola, come va con gli amici, ecc. Non è il contenuto ad essere rilevante, o almeno lo è solo in parte. E’ proprio il fatto di chiedere: come stai oggi? Anche se le risposte sono sempre le stesse. Chiedere vuol dire: ecco, ti ascolto. Il che implica essere disposti ad attendere una risposta, e trovare il tempo per ascoltarla. Accettare anche il fatto che un figlio non voglia dire di più delle solite formule. Ma probabilmente arriverà il momento in cui vorrà dire di più, ed aspetterà la domanda di rito. Molte volte non si ha il tempo per ascoltare un figlio: lavoro, faccende di casa, attività da svolgere. Tutto ciò mangia il nostro tempo. Ma è comunque possibile riprendere il filo, una volta terminati i nostri compiti. Tornare per chiedere: cosa volevi dirmi? Ti ascolto.

 

Dire

Cosa si può dire ad un figlio? Praticamente tutto, senza colpevolizzare o mettere all’angolo. Il dialogo coi figli che stanno crescendo, deve avere come fine sempre il loro benessere. A volte si è arrabbiati, stanchi, preoccupati. Allora parlare coi figli diventa arduo, perchè c’è il rischio di scaricare frustrazioni o responsabilizzare. In maniera inappropriata, in una maniera che ferisce e limita la serenità di un figlio. Parlare di sè senza metterli all’angolo, è una possibilità di costruzione del dialogo. Anche un genitore può parlare ad un figlio di come si sente, a patto che non si deleghi al figlio responsabilità che non gli competono. Parlare di sè, raccontarsi può servire a spiegare: cosa non funziona nei comportamenti, ad esempio. “Quando non studi mi preoccupo perchè….” è ben diverso dal dire “sei come quel tizio, non ti va di studiare….” .

 

Io, alla tua età

E’ importante spiegare ad un figlio quali sentimenti e pensieri custodiamo, se questo può aiutarlo a crescere. Ed anche quali erano i sentimenti ed i pensieri che avevamo un tempo. Al tempo della sua età: come affrontavamo i problemi? Cosa succedeva a noi in quella stessa situazione? Come reagivamo? Poter recuperare insieme ai figli come eravamo, per modellare (oppure no…) comportamenti che sono stati funzionali alla crescita. Questo permette di stabilire un’ alleanza, tra i nostri figli ed i bambini che siamo stati. Anche mamma, anche papà ha avuto questo problema, questa difficoltà: è una riflessione che può incidere sulla possibilità di farcela nella vita. E aprire delle possibilità.

 

 

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