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Neurofeedback

 

Che cosa è il neurofeedback?

Il neurofeedback è una tecnica non invasiva e indolore basata sulla registrazione dell’attività cerebrale. Indici specifici di questa attività sono restituiti al paziente in forma di feedback visivo e\o uditivo. L’interazione con il feedback permette al paziente di avere un immagine concreta dei processi mentali e psicologici di base. Questi processi sono solitamente  inconsci. Attraverso il feedback quindi la persona apprende ad avere il controllo su questi processi ed a migliorarne il funzionamento. Il feedback e i suoi meccanismi di apprendimento e autoregolazione sono alla base delle nostre più semplici interazioni con l’ambiente fisico e relazionale. I processi psicologici e le funzioni mentali sono espressione dell’attività oscillatoria delle onde cerebrali.

Neurofeedback e ritmi cerebrali

I principali ritmi sono il delta, il theta, l’alfa, il beta e il gamma che in condizioni normali sono distribuiti in maniera bilanciata nel cervello. Il feedback rende possibile una rimodulazione dello stato di bilanciamento delle onde cerebrali verso una direzione più funzionale. Tale bilanciamento è frutto del nostro apprendimento e governato da risposte abituali che emettiamo di fronte a stimoli stressanti .Lo stress porta ad un aumento della quantità di alcune onde cerebrali (es. onde beta) a discapito di altre (es. onde alfa). Ed inoltre causa uno sbilanciamento nel lavoro sincronico tra le diverse aree cerebrali. Questa mancanza di sincronismo si verifica a riposo o durante l’esecuzione di specifici compiti. La capacità del neurofeedback di intervenire nella rimodulazione di tali processi di risposta, lo rende in molti casi una valida alternativa alla terapia farmacologica.  Il neurofeedback permette di apprendere nuove modalità, più flessibili , di funzionamento.

Quello che si acquisisce attraverso il neurofeedback è un modo di gestire in maniera più intenzionale ed efficiente le risorse e i processi mentali. Ciò accade sia nel quotidiano, sia rispetto al raggiungimento di specifici obiettivi individuali.

Utilizzata ai suoi albori per il trattamento dei disturbi convulsivi, annovera oggi tra i suoi campi di applicazione il trattamento di molteplici condizioni.

  • Intervento nei disturbi da Deficit dell’Attenzione e Iperattività/Impulsività, disturbo da stress post-traumatico.
  • Trattamento di numerosi disturbi dell’umore, fobie, comportamenti ossessivo-compulsivi e deficit cognitivo-emotivi.
  • Gestione dello stress e aumento delle risorse cognitive in ambito lavorativo e scolastico.
  • Aumento della performance in ambito sportivo

 

Giuseppe Cozzuto

Emanuela Russo

 

Collaborazioni:

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