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Infanzia e tecnologia, connessi da subito

Infanzia e tecnologia, connessi da subito

Infanzia e tecnologia, connessi da subito

Infanzia e tecnologia: vantaggi e rischi.  Quando parliamo di bambini nati oggi, parliamo di nativi digitali. Sono nati nell’ era della tecnologia informatica e di Internet. Non hanno difficoltà a capire come funziona, utilizzano la tecnologia in modo immediato ed intuitivo. Di contro, la tecnologia è molto presente nella vita dei bambini da subito. Sin dalla nascita, con genitori che scattano selfie e ne danno notizia sui social network. Nativi digitali, appunto.

 

Infanzia e tecnologia: una indagine italiana

Il Centro per la Salute del Bambino (CSB) e l’ Associazione Culturale Pediatri hanno condotto una indagine abbastanza ampia su infanzia e tecnologia. in particolare sull’ uso della tecnologia da parte di bambini tra 0 e 5 anni.

L’indagine è stata condotta tra maggio ed agosto 2016  e si è svolta tramite questionari rivolti ai genitori di bambini nei primi 5 anni di vita. I questionari sono stati somministrati in due modalità:

a) attraverso una compilazione online

b) tramite i pediatri di famiglia coinvolti nell’indagine,i quali hanno somministrato il questionario in occasione delle visite di controllo.

I dati relativi ai due gruppi sono stati elaborati separatamente.

Il questionario utilizzato comprendeva 18 item . Una parte degli item è servita a rilevare i dati socioeconomici e livello culturale della famiglia. Un’ altra parte ha avuto lo scopo di indagare quali fossero le  tecnologie digitali (TD) presenti in casa, l’età di inizio di utilizzo,modi, tempi e finalità di utilizzo. Inoltre attraverso il questionario sono state rilevate le conoscenze e le eventuali preoccupazioni dei genitori sull’ uso di TD da parte dei figli.

 

I dati sulle famiglie

Tra i due gruppi (online e pediatri) sono emerse differenze  per quanto riguarda Il livello di istruzione e le lingue parlate in famiglia. Nel caso dei questionari raccolti dai pediatri, la maggior parte dei genitori ha dichiarato di avere un diploma di scuola superiore (47,5%) contro il 40% di familiari in possesso di una laurea triennale o specialistica.

Tra i genitori che hanno compilato il questionario online, che in maggioranza possiede una laurea triennale o specialistica (72,7%). I pediatri hanno raggiunto un numero più elevato di famiglie (pari al 14,6%), in cui si parla una lingua straniera che non fosse inglese, francese, spagnolo e tedesco. Emerge dunque una differenza socioeconomica e culturale rilevante tra i due gruppi.

 

I dati sui bambini

Tra le diverse tecnologie, quelle preferite dai bambini sono il cellulare o lo smartphone dei genitori (35,5%) e il tablet (25,2%) che viene utilizzato già a partire dai 3 anni . Smartphone e tablet hanno sostituito la televisione, che è nelle preferenze solo del 18,6% dei bambini. Invece  i videogiochi (0,7%) e il computer (3,2%) restano ancora di uso molto limitato in questa fascia d’ età (0-5 anni).

Emergono delle differenze tra i due gruppi, in particolare per quanto riguarda i genitori con bambini che hanno meno di 12 mesi: il 30,7% dei genitori raggiunti dai pediatri dichiara di lasciare qualche volta o spesso il cellulare in mano al figlio. Tra chi ha compilato il questionario online, solo il 17,2% dei genitori permette ai bambini al di sotto dei 12 mesi di maneggiare o utilizzare lo smartphone.In entrambe le popolazioni si nota che la percentuale di genitori che permette l’ uso di smartphone aumenta con l’ innalzamento dell’età del bambino.

 

Infanzia, tecnologia e intrattenimento

Almeno un terzo dei genitori, in entrambi i gruppi, ricorre alle tecnologie per intrattenere i figli. Questa percentuale aumenta rapidamente con l’età del bambino. La maggioranza dei genitori di entrambi i gruppi ha tuttavia dichiarato di utilizzare le tecnologie (tutte, compresa la tv) prevalentemente insieme ai bambini.

In entrambi i gruppi, i genitori in possesso di laurea preferiscono in percentuale significativa (69% e 70%), che i figli giochino con altro. Questa percentuale è decisamente più bassa per i genitori con titolo di studio inferiore (43,5 % gruppo pediatri e 52,3% gruppo online).

Lo studio rileva un atteggiamento positivo delle famiglie verso la pratica della lettura. Questa risulta essere praticata almeno 4 volte la settimana dal 58,4% delle famiglie raggiunte dai pediatri e dal 76,8% dalle famiglie che hanno compilato il questionario online.

 

Esposizione alle tecnologie digitali: le preoccupazioni dei genitori

La consapevolezza dei rischi legati all’ uso di TD è legato quasi esclusivamente al timore delle onde elettromagnetiche. Pochi genitori considerano il problema della sedentarietà legato all’ uso di tecnologia. Cosa che di fatto aumenta il rischio di obesità. I timori dei genitori sono legati soprattutto al rischio di dipendenza e ad una minore capacità relazionale. Di fatto, i dispositivi elettronici catalizzano l’ attenzione di bambini e adulti, generando un fenomeno sociale detto “phubbing” .

Vengono invece ignorati i rischi legati al fatto che la tecnologia sollecita una dispersione dell’ attenzione. Questo fattore rende più difficile portare avanti compiti in cui è richiesta concentrazione e attenzione sostenuta.  Parimenti, sono ancora sottovalutati i pericoli legati alla navigazione in rete.

 

Nodi educativi

Gli atteggiamenti dei genitori sono fondamentali nel modellare l’ uso di tecnologia da parte dei figli. E spesso gli atteggiamenti dei genitori, su infanzia e tecnologia, sono contraddittori o ingenui. Le conoscenze sui rischi, da parte dei genitori, appaiono incomplete. Da un lato si temono i rischi elettromagnetici, dall’ altro si ignorano i rischi fisici (obesità, malattie cardiovascolari) e cognitivi ( deficit dell’attenzione) legati all’ uso stesso delle TD. Da una parte si riconosce l’ importanza della lettura, però poi i dispositivi elettronici sono il modo più rapido per intrattenere i bambini.

Infanzia e tecnologia può essere un binomio  importante nello sviluppo e nel processo di apprendimento. Ci sono molti   programmi televisivi educativi e di qualità che possono suscitare l’interesse e le domande dei bambini.  Alcuni videogiochi e applicazioni sono utili allo sviluppo cognitivo e possono favorire l’apprendimento. Esistono protocolli di neurofeedback, costruiti come videogiochi, che stimolano aree cerebrali legate ai processi attentivi e di apprendimento.

D’altronde,  l’uso eccessivo e troppo precoce delle TD può limitare gli scambi relazionali in famiglia, favorendo la solitudine. Molti studi dimostrano che  l’ascolto della voce dei genitori, la lettura condivisa, il gioco, l’ascolto della musica favoriscono lo sviluppo del cervello del bambino  e stimolano funzioni quali l’attenzione, il linguaggio la creatività in maniera considerevole. Senza contare che sono momenti in cui si costruiscono legami relazionali solidi, di intimità e vicinanza. Ed è decisamente molto più di quanto possa fare la tecnologia.

 

 

Approfondimenti

file:///C:/Users/Sarah/Desktop/sito/Tecnologie_digitali_e_bambini_indagine_sul_loro_utilizzo.pdf