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Disturbi alimentari

Disturbi alimentari

Disturbi alimentari

Disturbi alimentari.  I disturbi alimentari sono caratterizzati da grossolane alterazioni del comportamento alimentare, che comprendono episodi di abbuffate e l’uso di metodiche inappropriate per il controllo del peso (come il vomito autoindotto), l’ uso di lassativi o farmaci diuretici, digiuno e attività fisica praticata in maniera massiccia.

Questi disturbi hanno una prevalenza in aumento sin dall’infanzia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano come data d’esordio dei disturbi alimentari un’età tra i 15 e i 18 anni. L’adolescenza, che rappresenta un passaggio verso l’autonomia nella crescita personale, è dunque una fase critica .  Tuttavia è possibile rilevare  che già tra i 10 ed i 13 anni compaiono sintomi di disturbi alimentari. Purtroppo questo è un dato in crescita. Inoltre si pone la questione di quali fattori favoriscono l’insorgenza di disturbi alimentari in adolescenza.

 

Quali sono le cause dei disturbi alimentari?

I disturbi alimentari hanno una origine multifattoriale, a cui contribuiscono molti fattori. Si tratta di fattori predisponenti, fattori precipitanti e fattori di mantenimento. I fattori predisponenti sono genetici, psicologici, ambientali e socioculturali. Tra quelli precipitanti troviamo le diete restrittive e difficoltà psicologiche personali. Sono infine fattori di mantenimento la sindrome da digiuno e il rinforzo positivo dell’ambiente  al comportamento.

E’ evidente quindi che si tratta di un insieme complesso di fattori, a cominciare dagli stili di vita alimentari della famiglia. Le difficoltà personali possono poi limitare le risorse protettive rispetto al disturbo. Bisogna comunque ricordare che un aspetto rilevante è quello medico.

E’ infatti assolutamente indispensabile escludere malattie organiche che in qualche modo influenzino il rapporto col cibo .  Patologie come dispepsie, disfagie, spasmi esofagei, tumori possono infatti  modificare il comportamento alimentare . Inoltre bisogna considerare anche l’assunzione di sostanze stupefacenti e altre condizioni psichiatriche che tendono a causare ipo/iperfagia .

 

Il ruolo del controllo

Il controllo è un fattore molto importante nell’insorgenza e nel mantenimento dei disturbi alimentari. Molta attenzione viene data all’ immagine corporea e alla messa in opera delle pratiche per il controllo del peso, che generalmente occupano una parte importante della giornata anche in termini di tempo.

Il corpo e il peso corporeo sono oggetti di un controllo continuo, che in qualche modo sostituisce la possibilità di un controllo sull’ambiente esterno. I soggetti con questi disturbi spesso presentano difficoltà a gestire le sfide legate ad altri ambiti. Ad esempio nelle relazioni sociali, o relativamente a studio e lavoro. Il corpo diventa così un campo in cui sperimentare un senso di autoefficacia e sicurezza. Ma occorre anche ricordare che i disturbi alimentari hanno un peso nell’ambito delle relazioni famigliari. Il sintomo può essere usato come strumento di manipolazione nei confronti dei familiari, cosa che può restituire a chi lo agisce l’ illusione di un efficace potere relazionale e personale.

Fattori di rischio

Secondo Fairburn i disturbi alimentari sono favoriti da bassa autostima e perfezionismo. Il timore della critica e la paura di non essere all’altezza delle aspettative spingono il soggetto ad un atteggiamento di perfezionismo.

Se nel contesto familiare è presente un atteggiamento molto critico, di continuo giudizio anche e soprattutto sull’aspetto fisico, il corpo può diventare terreno di scontro. L’ esposizione ad una critica costante favorisce l’ interiorizzazione dell’atteggiamento critico. Il soggetto che si sente molto criticato tende a reagire mettendo in atto un atteggiamento di perfezionismo disadattivo. Ciò determina una generale insoddisfazione per i risultati ottenuti e rimuginio, oltre ad una scarsa percezione del controllo sull’ ambiente esterno e sugli stimoli interni (emozioni e pensieri).

Sono disturbi alimentari :