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Concentrazione, intelligenza emotiva e leadership

Concentrazione, intelligenza emotiva e leadership

Concentrazione, intelligenza emotiva e leadership

Concentrazione, una abilità fondamentale per aspetti dell’intelligenza emotiva e sociale. Ma in questa epoca dominata da tecnologia e social network, riuscire a focalizzare l’attenzione sta diventando un compito sempre più difficile.

Concentrazione e intelligenza emotiva

Portare ed ancorare l’attenzione in un punto, senza lasciarsi distrarre da qualunque stimolo, è una abilità fondamentale. Significa poter osservare con attenzione, tollerando la frustrazione della noia e superando la necessità di passare a qualcosa di più stimolante o semplicemente differente.

concentrazione

La concentrazione implica la possibilità di superare una iniziale frustrazione e imparare a gestire l’attesa per la gratificazione. Di fatto è ciò che permette di impegnarsi nel momento presente in vista di un obiettivo. Sembra semplice e naturale, ma non sempre è così.

La possibilità di concentrarsi comporta il riuscire a gestire stimoli stressanti. Nello studio o sul lavoro, è necessario che ci sia anche una mente focalizzata, volta alla comprensione e all’apprendimento.

Sapersi concentrare: il ruolo della mindfulness

La pratica della mindfulness porta alla coltivazione della consapevolezza, con cui si impara ad osservare e ascoltare prima di agire in maniera automatica e impulsiva. Saper essere concentrati necessita di consapevolezza, cioè il saper essere presenti a quello che accade nel momento. Questo non significa focalizzarsi in maniera esclusiva su uno stimolo o un compito chiudendosi a tutto il resto. Al contrario, si impara a portare attenzione a quello che si sceglie in maniera consapevole, restando aperti a quel che c’è, sapendo che la realtà in cui siamo immersi cambia continuamente. Non ci si chiude, ma al contrario si sceglie di ancorarsi a qualcosa . In questa pratica di consapevolezza, l’attenzione viene portata e sostenuta sempre dalla gentilezza. Vale a dire che non ci si “sforza” di essere presenti e concentrati, ma semplicemente lo si è. La mindfulness è una pratica che insegna ad “esserci” laddove si è.

Concentrazione e leadership

Secondo Daniel Goleman, guidare e sostenere l’attenzione focalizzata laddove è necessario, è un compito primario nella gestione della leadership.

Perché? Sostanzialmente per tre motivi:

  1. sapersi focalizzare su qualcosa significa essere capaci di non lasciarsi distrarre o, se accade, di sapersi sganciare rapidamente e tornare al compito, riuscendo ad ottimizzare tempi e risorse.
  2. sapersi focalizzare significa anche saper lasciare andare ciò che, nel momento, passa in secondo piano. Il che vuol dire anche saper lasciare andare … il compito! Seguire uno stimolo con attenzione sostenuta è qualcosa che possiamo fare per un tempo limitato, la mente ha poi bisogno anche di tornare a divagare, a fantasticare. Attenzione e divagazione sono due attività fondamentali, ed è importante essere capaci di passare consapevolmente dall’una all’altra.
  3. last but not least, un buon leader ha una visione, una prospettiva a medio-lungo termine, da comunicare al suo team. E una buona vision richiede una capacità di “vedere”, cioè di sgomberare il campo di cose di secondaria importanza o di portata ridotta. Radicarsi nel momento presente può lasciare emergere qualcosa che a volte è solo possibile intravvedere, e che necessita di una certa fiducia nella propria capacità di vedere, percepire anche le sfumature, intuire.

 

Approfondimenti

Goleman, Daniel. 2013. Focus: The Hidden Driver of Excellence. NY: Harper.

 

 

 

 

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