Il bambino del 21° secolo
Giocano da soli, non fanno sport, mangiano davanti alla tv, è questa la realtà del bambino del 21° secolo.
Il tempo libero diventa sempre più individuale e il consumo di un pasto con la famiglia tutta unita intorno ad un tavolo sembra essere soltanto il ricordo di un’Italia passata. Un’immagine davvero triste quella dei bambini e dei ragazzi italiani (da 6 a 17 anni) che trascorrono le giornate in balia della nullafacenza e della solitudine.
Si tratta di una vera e propria ricerca condotta da Ipsos per Save the Children e Kraft.
La ricerca è stata condotta su 700 bambini e genitori con età diversa e città di provenienza differente.
I risultati ci dicono che un bambino e un adolescente su cinque non pratica alcuno sport nel proprio tempo libero (19%), con picchi del 37% a Napoli e del 33% a Sassari. Le motivazioni di quest’assenza di sport sono diverse e vanno dal costo elevato alla mancanza di opportunità sul territorio, ma non bisogna tralasciare il disinteresse che sta alla base.
Un misero 14% ritiene che fare sport sia importante. La cara vecchia bicicletta è stata chiusa in garage e tutti si muovono in auto, nessuno cammina, nessuno fa le scale e il tempo trascorso all’aria aperta è sempre meno. La mamma che grida dalla finestra “è pronta la cena” è scomparsa, il 12% dei minorenni non gioca mai fuori con gli amici, il 30% lo fa poco, il 17% solo qualche volta al mese. I genitori si lamentano e restano inermi di fronte a questa situazione, il 26% si lamenta dell'assenza di spazi per i bambini (46% a Napoli, 40% a Genova e 36% a Catania), nel 32% dei casi gli spazi sono ritenuti inadeguati perché sporchi o insicuri (46% a Milano, 39% a Napoli e Palermo) e nel 42% non c'è la possibilità di accompagnarli e controllarli (70% a Sassari, 60% in provincia di Roma). È questa la situazione che ha portato il tempo libero a diventare una questione individuale (il 55% ascolta musica, il 43% legge, -11% rispetto al 2011).
In casa i bambini/ragazzi guardano la televisione per circa tre ore al giorno, navigano su internet o trascorrono il tempo con videogiochi. La cosa preoccupante è che i genitori non si fanno alcun problema anche perché il 57% di loro si preoccupa se i figli stanno all'aperto per paura degli sconosciuti (45%), del traffico (25%), che si facciano male (25%), o che frequentino amici pericolosi (3%, con il 12% a Palermo). Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia, dichiara: “Il più frequente utilizzo dell'auto negli spostamenti e una maggiore permanenza dei ragazzi a casa nel tempo libero sono indicatori preoccupanti perché il movimento e la socialità sono elementi essenziali per la crescita equilibrata”.
È per questo motivo che Save the Children in collaborazione con Kraft ha deciso di stilare un “Decalogo per uno stile di vita più salutare” dove sono ricordate regole semplici per una vita sana come fare colazione e merenda, attività sportiva, mangiare sano, a tavola e non davanti alla tv.
Tutto ciò è valido anche sul fronte dell’alimentazione. I bambini italiani, che dovrebbero mangiare cinque volte a giorno, non arrivano a tre e consumano pochissima frutta, molti bambini mangiano davanti alla tv (39%), cavandosela solo con qualche borbottio dei genitori (41%) o addirittura senza alcuna obiezione (59%).
Tutto ciò accade nonostante l’89% dei genitori dichiari di conoscere le regole di un’alimentazione sana ma il 37% non le applica con i propri figli. Il 19% salta la colazione, solo il 25% fa merenda, l’8% mangia da solo a casa, il 12% cena raramente con i genitori, “Comportamenti a rischio si registrano soprattutto in contesti socio-economici disagiati e potrebbero estendersi a causa della crisi economica” queste le parole conclusive di Neri, molto preoccupato per questa situazione.

