Sindrome da alienazione genitoriale
In una recente intervista, la Presidente del Tribunale dei Minori di Roma, dott.ssa Melita Cavallo, ha messo l'accento sulla necessità che i magistrati vigilino sull'applicazione delle disposizioni nei casi di separazioni in cui sono coinvolti figli minorenni.
Molto spesso, difatti, si verificano violazioni del diritto di visita del genitore non affidatario: per un motivo o per l'altro (impegni imprevisti, malattie, etc.) il genitore affidatario a volte non permette che il figlio incontri l'altro genitore.
Nei casi più gravi, il genitore affidatario può rendersi responsabile di una vera e propria campagna denigratoria dell'altro coniuge, tale da scoraggiare, ostacolare la relazione tra i figli l'altro genitore.
La dott.ssa Cavallo pone bene in evidenza come in realtà il diritto di visita del genitore non affidatario sia l'altra parte del diritto del figlio a crescere anche con l'altro genitore, a continuare a mantenere i suoi punti di riferimento: vedere l'altro genitore, così come continuare a frequentare la casa dei nonni, a partecipare a momenti familiari, etc.
Cesare Rimini, noto avvocato matrimonialista, sottolinea come la legge sull'affido congiunto (legge 54/2006) non sia sufficiente di per sè a proteggere i bambini dalla sindrome da alienazione genitoriale: ciò che è fondamentale è la capacità dei coniugi di preservare la genitorialità personale e reciproca, come ricchezza e nutrimento per il benessere dei figli.
La coniugalità può terminare, ma non si smette di essere genitori.
Ed i bambini hanno il diritto di continuare ad essere figli, di entrambi i genitori.

