Sotto la sabbia
Protagonista di questo film è Marie Drillon, una docente universitaria di mezza età. Marie è felicemente sposata con Jean ed un giorno, mentre stavano sulla spiaggia durante un vacanza, Marie si addormenta e Jean ne approfitta per andare a fare un bagno nello splendido mare. Da quel bagno Jean non tornerà più e Marie ritornerà a Parigi per riprendere la sua vita normale.
La sua vita normale, la vita quotidiana con Jean. Marie è incapace di accettare l’idea della morte del marito e si comporta come se questa non fosse mai avvenuta.
Negare la morte come scudo dalla sofferenza.
Nel film si assiste ad un progressivo aumento della “pazzia” di Marie che non intacca la vita quotidiana, lei continua a vedere il marito accanto a lei. Una donna che non riesce ad accettare la perdita del marito.
Tutto ciò raccontato attraverso un tono narrativo impeccabile che parla di una storia semplice, ma che allo stesso tempo scava profondamente nell’animo di marie, distrutta dal dolore.
La fine del film coincide con l’accettazione della perdita e si vede Marie che dopo mesi si libera in un pianto purificatore sulla stessa spiaggia dove aveva perso il suo Jean.
Lutto e stress
Nel film proposto, Sotto la Sabbia, emerge come un lutto possa delinearsi come un evento traumatico, che dà luogo a un disagio simile a quello che viene comunemente definito Disturbo Acuto da Stress.
La protagonista del film, Marie, è in grado di condurre una vita sociale normale, ma comincia anche a manifestare sintomi dissociativi, pensieri in cui nega la perdita del marito.
Nel disturbo acuto da stress, ai sintomi del Disturbo da Stress Post Traumatico (intrusioni; evitamento; hyperarousal) si associano sintomi di numbing (stordimento e confusione) e, soprattutto, sintomatologie di tipo dissociativo, più o meno gravi.
In Sotto la sabbia, la protagonista vive un evento molto traumatico e la sua mente, per proteggersi dall’eccessivo dolore, ma anche dall'impotenza e dall'inspiegabilità della morte del marito, si rifugia in pensieri deliranti. Uno scudo contro la sofferenza che porterà Marie a fare vivere ancora il marito, per lasciarlo solo dopo l’ultimo pianto liberatorio, sintomo dell’accettazione della tristezza.
Con la visione di questo film si vuole, ancora una volta, soffermarsi sull’effetto che possono avere sulla mente umana eventi tragici e stressanti. Le reazioni sono tante e diverse e ognuna di loro va studiata, analizzata e compresa per far si che le persone che hanno subito traumi possano ritrovare un nuovo equilibrio, elaborando e superando quegli eventi della vita che, a volte, compromettono la serenità e la salute.

