Lie to Me
Lie to me è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2009 al 1011 che ha come protagonista Tim Roth nei panni di Cal Lightman un esperto di cinesica che riesce a capire quello che la gente pensa realmente attraverso lo studio della comunicazione non verbale.
Questa serie è ispirata al noto scienziato Paul Ekman, psicologo studioso del comportamento umano, del quale ripercorre il lavoro. Lightman mette questa sua capacità a disposizione della giustizia e da lì diversi episodi appassionanti che lo porteranno a smascherare diversi “bugiardi”.
Omicidi, politici corrotti, pentiti, complici non hanno più scampo di fronte all’occhio attento ed inquisitore di Lightman, una vera e propria macchina della verità umana a disposizione di polizia locale, studi legali, grandi aziende e semplici privati che vogliono risolvere questioni importanti o pericolose.
Cal Lightman è uno studioso che viaggiando il mondo è riuscito a dimostrare l’universalità della comunicazione non verbale, canale attraverso il quale si può scoprire se la gente mente ma anche cosa prova in un dato istante.
Dopo un’infanzia turbolenta Cal si trasfersce negli USA e inizia a studiare psicologia e revisionando un filmato della madre morta suicida, durante uno dei suoi ultimi colloqui con il medico, coglie un’espressione molto triste in disaccordo con ciò che stava dicendo.
Da allora comincia ad approfondire i suoi studi sulla mimica facciale e poi le prime collaborazioni importanti contro i menzogneri criminali fino ad aprire un’agenzia privata, la Lightman Group, al servizio di tutti. Insieme a lui Gillian Foster, una psichiatra amica di Cal, Ali Loker, ricercatore eccentrico, Ria Torres ex agente di polizia aeroportuale, Emily Lightman, figlia sedicenne di Cal e Ben Reynolds, agente dell’FBI che assiste la Lightman Group nelle sue indagini. Una serie dal grandissimo successo che intreccia personaggi e fatti inventati con sapienza reale, criminologia, scienza, psicologia ed attualità.
La comunicazione non verbale
La comunicazione non verbale comprende tutte quelle forme di comunicazione che non prevedono l’utilizzo delle parole: espressioni facciali, movimenti del corpo, movimenti della braccia, delle mani, etc. Questo tipo di comunicazione, grazie alla sua universalità, elimina ogni tipo di barriera linguistica e accomuna tutti gli uomini della terra.
Secondo lo studioso Argyle durante una comunicazione faccia a faccia utilizziamo sempre la comunicazione non verbale e questa in parte è innata, in parte dipende dai processi di socializzazione. I meccanismi che sottostanno alla comunicazione non verbale sono simili per tutte le culture e quindi comprendibili a tutti.
La comunicazione verbale è suddivisa in quattro gruppi: sistema paralinguistico, sistema cinestesico, prossemica e aptica. Il sistema paralinguistico indica l’insieme dei suoni che si producono durante la comunicazione verbale ed è caratterizzato dal tono, la frequenza e il ritmo; il sistema cinestesico comprende tutti gli aspetti comunicativi espressi dal corpo (movimenti oculari, mimica facciale, i gesti e postura); la prossemica è la scienza che studia ed analizza i messaggi inviati con l’occupazione dello spazio (zona intima da 0 a 50 centimetri, zona personale da 50 cm ad 1 metro, zona sociale da 1 m a 3 o 4 m e zona pubblica oltre i 4 m); l’aptica riguarda la comunicazione espressa tramite il contatto fisico (stretta di mano, bacio sulle guance come saluto ad amici e parenti, un abbraccio, una pacca sulla spalla).
Una serie appassionante tutta da seguire per scoprire alcuni segreti della comunicazione non verbale e soprattutto per apprezzarne l’importanza in diversi contesti sociali.

