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Mercoledì, 22 Mag 2013
Lunedì 09 Luglio 2012 11:16

"I 400 colpi" - Attaccamento madre figlio

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I 400 colpi

“I quattrocento colpi” è un famosissimo film di François Truffaut, il suo primo lungometraggio. Il titolo, seppur letterale, non trasmette il significato più profondo dell’espressione “faire les quatre cents coups” che vuol dire “fare il diavolo a quattro”. Il film fu proiettato il 4 maggio del 1959 alla dodicesima edizione del Festival di Cannes dove vinse il premio per la miglior regia.

Il protagonista è Antoine Doinel, un ragazzo di 12 anni che vive con i propri genitori i quali interpretano in modo sbagliato ogni sua condizione, ogni suo bisogno, ogni sua inquietudine.

La madre un po’ civetta e poco disponibile a qualsiasi gesto di affetto e il padre molto buono ma ugualmente poco interessato alla vita del figlio, fanno si che il ragazzo si senta sempre solo. L’appartamento dove vivono è molto piccolo e Antoine non ha neanche una propria camera da letto e dorme all’ingresso, accanto alla porta di casa.

Durante le ore scolastiche Antoine è sempre irrequieto, non studia, non fa i compiti assegnati e fa solo scherzi. Tutto ciò che Antoine fa di “eccessivo” è un modo per attirare l’attenzione della quale si sente sempre privo e nella sua solitudine l’unico conforto è Renè un suo coetaneo. Con Renè si capiscono alla perfezione e iniziano a marinare la scuola e trascorrere il tempo altrove.

Les quatre-cents coupsIl comportamento di Antoine peggiora ancor di più quando vede per strada la madre baciare uno sconosciuto.

Punizioni su punizioni portano il ragazzo a fuggire di casa e rifugiarsi a casa dell’amico , con il quale progetta di rubare una macchina da scrivere vista nell’ufficio del padre e così permettersi di pagare una vacanza al mare con il suo amico/socio. Una volta effettuato il furto, i due ragazzi tentano invano di venderla finché non vengono scoperti e denunciati alla polizia. A denunciarli è il padre di Antoine che spera così di mettere in riga il figlio.

Dopo una notte di cella il ragazzo viene spedito in un riformatorio lontano da Parigi dove sarà punito anche fisicamente. Nel riformatorio il ragazzo è interrogato da uno psichiatra , che gli fa domande riguardo la sua vita intima e il suo rapporto con i genitori alle quali Antoine risponde con sconcertante sincerità. Abbandonato da tutti  Antoine fugge dal riformatorio e scappa in riva al mare, quel mare che non aveva mai visto e il film si chiude sul suo sguardo giovane ma già tanto triste.

Attaccamento madre figlio

Questo film rientra all’interno del nostro blog di Cinema e Psicologia con il preciso intento di provare a spiegare quell’intenso rapporto che si instaura tra una madre e un figlio ma soprattutto quali sono le conseguenze dei comportamenti errati dei genitori. La relazione tra madre e figlio è il primo legame affettivo del bambino ed è il legame che funge da modello per le successive relazioni. Il bambino ha bisogno dei genitori per vivere e il genitore ha il compito, la responsabilità, di accompagnare il bambino nella crescita, attraverso la sua presenza e la disponibilità nelle fasi critiche che il bambino vive (difficoltà ma anche nuove conquiste). Cura e protezione, per poter liberamente esplorare il mondo esterno e poi tornare alla base sicura, dove rifornirsi di energie e di affetto. Il legame madre-figlio si consolida durante i primi tre anni di vita del bambino ed ogni azione o esperienza influisce molto sul benessere psico-fisico del bambino.

Antoine, lasciato a se stesso, tenta attraverso comportamenti ribelli e provocatori di conquistare l'attenzione dei genitori. Ma la sensazione è quella di una grande distanza, di due mondi separati in cui gli adulti, da un lato, non sono pronti ad essere adulti responsabili. E d'altra parte al figlio non restano che i "quattrocento colpi" , fare il diavolo a quattro nella speranza che un giorno possa esser visto per quello che è, un bambino desideroso di amore e protezione.

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I quattrocento colpi ( Les quatre-cents coups )

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