Bilingui: più rapidi ed efficienti nelle decisioni critiche - Centro Psicoterapia Roma

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Sabato, 19 Mag 2012
Venerdì 10 Febbraio 2012 15:43

Bilingui: più rapidi ed efficienti nelle decisioni critiche

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I bilingui sono più rapidi ed efficienti nel prendere decisioni critiche

Una ricerca effettuata dall’equipe del San Raffaele di Milano, in collaborazione con le università di Londra, Barcellona e Hong Kong, sostiene che le persone che parlano due lingue siano più capaci di scegliere, velocemente, in situazioni critiche rispetto a chi ne parla soltanto una.

Flessibilità, maggiore creatività e anche maggiore fiducia in se stessi connotano le persone bilingui, soprattutto se lo sono sin da bambini.

La capacità di saper parlare correttamente si tradurrebbe in una maggiore capacità in diversi ambiti, da quello culturale a quello cognitivo, di comprendere più velocemente degli altri, soprattutto in una situazione di conflitto.

È proprio in quest’ultima situazione che i bilingui danno il meglio riuscendo a decidere nel minor tempo possibile e nello stesso tempo impiegando meno risorse. Questo meccanismo lo si può notare nelle scelte più semplici, passare o meno con il semaforo verde che sta per diventare rosso, ma anche in quelle più complesse.

In ogni caso la scelta deve caratterizzarsi per la mancanza di tempo e la conseguenza immediata. Nello studio sono stati confrontati due gruppi, uno bilingue sin dalla nascita (italiano/tedesco) e un altro monolingue dell’Alto Adige affinché le condizioni culturali, sociali ed educative dei partecipanti all'esperimento fossero le stesse.

Le loro attività cerebrali sono state misurate utilizzando avanzate tecniche di neuroimaging e risonanza magnetica funzionale, ed è emerso che i bilingue hanno più materia grigia all’interno della corteccia del cingolo anteriore.

È emerso inoltre una correlazione positiva tra questa materia grigia e la capacità di prendere decisioni nel minor tempo possibile. Conoscere due lingue sin da bambini educherebbe la persona a prendere decisioni e svolgere compiti cognitivi nel minor tempo possibile e con efficienza.

Jubin Abutalebi, docente di neuropsicologia all'università Vita-San Raffaele di Milano e coordinatore della ricerca, spiega: "I soggetti bilingui sono più veloci a prendere decisioni critiche, ma attivano molto meno il cervello" ovvero, oltre il risultato positivo della decisione, c’è un minor spreco di energie. Gli esperti spiegano che questa situazione si verificherebbe grazie alla capacità di tener, sin da bambini, distinte le due lingue il che coinvolgerebbe alcune strutture neurali, le stesse che si attivano nel momento in cui si prendono decisioni critiche.

"Il vantaggio acquisito non ha nulla a che fare con l'ambito linguistico, ma è un beneficio che si riflette su altre facoltà cognitive, è come avere più memoria di lavoro nel cervello, un po' come la Ram di un computer o quello di poter contare su un fattore protettivo per il decadimento cognitivo, dimostrato in altre ricerche".

Infine, secondo gli esperti: "I benefici si riscontrano ugualmente anche se la seconda lingua la si apprende più tardi, durante la pubertà".

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