Esiste, è la paura d’amare, si chiama “androfobia".
E' una patologia caratterizzata dalla paura degli uomini, una paura ossessiva. Degli uomini si colgono solo i difetti e le prepotenze, le disattenzioni e gli egoismi. Nulla servirebbe ad un uomo per conquistare un donna affetta da questa patologia.
La psicoterapeuta Silvia Pagani, nel vedere il film “Ciliegine”, che affronta questa problematica, dice che la protagonista (Laura Morante) piuttosto che soffrire di androfobia ha paura delle relazioni stabili e durature e che per questo in alcune occasioni (come quando lei e il suo partner vedono la casa dei loro sogni) ha degli attacchi di panico. Ma ciò cosa significa?
È un problema che oggi si lega con la maggior indipendenza raggiunta dalle donne, alla quale non vogliono rinunciare.
Questa paura in realtà ha radici molto più profonde che si legano alla paura di abbandonare o di essere abbandonati, di fare male o di farsi male.
Queste persone secondo la Pagani cercano sempre relazioni precarie e fuggono dall’impegno, non solo nel senso temporale, ma anche come capacità di mettersi in gioco ed impegnare le proprie emozioni. Tutto ciò si traduce nel non accettare completamente l’altro, trovando continuamente difetti (anche banali) che possono non farlo piacere.
Vi è una sorta di rifiuto del venirsi incontro, non si accetta la diversità. Nei casi più gravi gli psicologi sono arrivati a parlare di anoressia sentimentale, “amoressia” che riguarda sia le donne che gli uomini.
L’abitudine a non lasciarsi andare, per non rischiare di essere traditi e poi di soffrire, e il bisogno di affetto, si riversa sugli amici o sugli animali domestici.
Androfobia
I primi ad usare il termine “androfobia” furono Connell Cowan e Melvyn Kinder, due psicologi che sono giunti ad una conclusione alquanto misogina “Non sono gli uomini ad essere inadeguati, sono le donne a nutrire aspettative distorte e a mostrarsi ipercritiche nei loro confronti. Donne “disadattate”, influenzate dal femminismo, che invece di rassegnarsi a fare una bella psicoterapia, continuavano a cercare di cambiare i loro partner”.
Dunque esiste anche una paura d’amare, una paura di lasciarsi andare ed esprimere al massimo le proprie emozioni. È una paura che si traduce nella paura di soffrire e stare male e oggi più che mai, oggi che sembra più probabile e tangibile viste le mille storie finite male di cui si sente parlare.

