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Attenzione focalizzata. Una sfida educativa

Attenzione focalizzata. Una sfida educativa

Attenzione focalizzata. Una sfida educativa

Attenzione focalizzata: una capacità fondamentale per l’apprendimento. In un ‘epoca di grande consumo e dissipazione, ed anche distrazione, per i bambini può essere difficile stare attenti in classe. Gli stimoli ambientali sono moltissimi, e la tecnologia ne aumenta la portata a dismisura. Gestire l’ attenzione sta diventando una sfida educativa importante. Portare attenzione ad uno stimolo  ed essere in grado di sostenere il livello attentivo è una abilità fondamentale. Permette di seguire i discorsi e le spiegazioni, tenere in ordine il materiale scolastico.

Nella popolazione europea si stima che i bambini con deficit di attenzione siano circa il 4%, nella popolazione mondiale si arriva al 5%. In Italia non ci sono dati circa la diffusione della Sindrome da Deficit di Attenzione Iperattività (ADHD). Tuttavia l’ Istituto Superiore di Sanità stima che questo disturbo riguardi circa l’ 1% della popolazione infantile italiana. Cifra ben al di sotto delle stime europee e mondiali, e che verosimilmente non rispecchia la realtà. La presenza di bambini di deficit attentivi in classe è spesso percepita come un problema, soprattutto dagli insegnanti. Tuttavia, questi bambini sollecitano una riflessione importante, sull’ attenzione e la cura che l’ educazione richiede. Sono interessanti le indicazioni dell’Iss agli insegnanti che hanno in classe bambini con deficit di attenzione.

http://www.iss.it/binary/adhd/cont/Indicazioni_insegnanti_di_bambini_ragazzi_ADHD_2_.pdf

Dalle indicazione dell’Iss emerge chiaramente la necessità di organizzare l’ aula e le lezioni in maniera chiara, con poche distrazioni e con metodologie coinvolgenti.  L’ attenzione quindi viene posta come un processo  cognitivo che si costruisce insieme al bambino, fornendogli strumenti per imparare ad essere concentrato. E’ importante che i bambini, oltre alle materie di studio, apprendano come essere attenti e concentrati sul compito.

La mindfulness ha oggi diverse proposte e protocolli per bambini, per stimolare i processi attentivi. Recenti studi mettono in evidenza che insegnare la mindfulness ai bambini aumenta la capacità di ignorare le distrazioni.

 

Il controllo cognitivo, l’ abilità di sostenere l’ attenzione focalizzata, è un predittore di successo economico e professionale più del QI.  Attenzione e ascolto sono elementi importanti dell’intelligenza emotiva. Essere attenti vuol dire saper ascoltare ed osservare con attenzione, stimoli esterni ed interni. Osservarsi significa coltivare una consapevolezza di sè, capacità di sentire, riconoscere esprimere emozioni. Tutto ciò permette di vivere la scuola e l’ apprendimento in maniera diversa. Più completa, più attiva.

Mindfulness a scuola

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La mindfulness è, in questo periodo storico, uno strumento che si sta diffondendo come pratica della consapevolezza. Per i bambini, la si può considerare anche e soprattutto un training dell’attenzione. Nel settembre 2103, all’ Università di Cambridge è stato presentato uno studio sull’ efficacia della mindfulness a scuola. Lo studio , condotto da Dominic Crehan e Michelle Ellefson , ha coinvolto 30 bambini e bambini tra i 10 e gli 11 anni.

I bambini hanno partecipato  ad un corso di mindfulness , come parte del loro curriculum scolastico. Ai bambini è stato somministrato un questionario sulla consapevolezza . Sono state inoltre fatte misurazioni dell’ abilità di attenzione, tre volte a distanza di tre mesi. I risultati hanno indicato un aumento della capacità attentiva e della gestione degli stimoli distraenti. Rendersi conto di riuscire ad essere più attenti a scuola, influisce inoltre sul senso di autoefficacia e sulla sicurezza. Questi risultati indicano l’ opportunità di approfondire l’ efficacia di un training mindfulness su bambini e ragazzi con deficit dell’ attenzione e iperattività.

Approfondimenti

http://www.iss.it/adhd/

www.sciencedaily.com/releases/2013/09/130905202847.htm

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1670-adhd-questione-numeri-epidemiologia-disturbo-deficit-attenzione.html?refresh_ce